Mostra mercato di vivai specializzati italiani. Conferenze.

Si terrà presso Ros’ e Mari Farm and Greenhouse (Oistano – Frazione Donigala)

Curata dall’ Associazione Culturale Landplants Sardina di Milis

Agapanthus le cultivar a fogliame deciduo

Per assicurare la possibilità di coltivare in piena terra agapanti anche in zone dove la temperatura notturna d’inverno scende sotto i -5°C, sono stati intrapresi lavori di miglioramento genetico sulle specie a foglia caduca e sono state introdotte delle cultivar adatte a zone con temperature più basse. Questi sono gli unici agapanti disponibili con i rizomi in stato di dormienza. E’ necessario tenere però sempre presente che gli agapanti provengono da zone temperate-calde ed anche le nuove cultivar più rustiche hanno bisogno di un’opportuna pacciamatura e non sono adatte a posti dove il gelo penetra in profondità nel suolo.

Secondo Leighton in natura gli agapanti a foglia caduca sono relativamente numerosi: A. campanulatus, A. caudescens, A. coddii, A. dyeri, A. inapertus (“Drooping Agapanthus”), A. nutans. Ultimamente però, studi approfonditi, hanno ridotto il numero di vere specie decidue a solo quattro. Come è logico aspettarsi, quasi tutte queste specie sono originarie di zone sudafricane con inverni poco piovosi. Per la coltivazione in giardini sono disponibili in Europa soprattutto delle selezioni con nomi di fantasia, in maggior parte provenienti da vivai britannici e dai Paesi Bassi. Gli agapanti a foglia caduca disponibili sul mercato europeo sono generalmente piante a sviluppo limitato. Possiamo però citare la famosa selezione dell’A. inapertus hollandii, venduta in Sudafrica come A. LYDENBERG, per sfatare la credenza che ovunque agapanti a foglia caduca debbano essere di piccola statura. Questa cultivar, che è solo un esempio da una lunga lista di specie e cultivar sudafricane interessantissime, raggiunge un’altezza tra 90 e 180 cm ed ha fiori blu viola di straordinaria bellezza.

Costituire una collezione di cultivar di agapanti decidui non è una cosa difficile: è sufficiente disporre di ampi spazi per poter far accestire le piante in maniera adeguata e di fondi per gli acquisti dei rizomi o, meglio, delle piante allevate in contenitori della capienza di almeno 1,5 – 2 litri. Basta pensare alla collezione nazionale inglese, forse la più completa d’Europa, detenuta dal vivaio Pine Cottage Plants, dove, tra gli oltre 400 tipi di agapanti, si trovano schiere di cultivar decidue.

Comunemente accessibili in Italia sono soprattutto le selezioni inglesi note come IBRIDI DI HEADBOURNE, nonché le cultivar BACK IN BLACK, BLUE GLOBE, WHITE SUPERIOR ed altre con varie sfumature del colore dei fiori blu o bianchi.

Agapanthus a foglie sempreverdi

Questi sono gli agapanti più noti e più diffusi in Italia. Hanno foglie più larghe di quelli a foglia caduca, infiorescenze copiose, globose e portate su scapi alti ben al di sopra del fogliame. Generalmente le specie e le selezioni commercializzate sono in grado di resistere a brevi eventi di deboli gelate, che possono danneggiare il fogliame senza causare danni ai rizomi. Un’abbondante pacciamatura è d’obbligo tranne in zone costiere o nell’estremo sud della penisola italiana, dove le temperature invernali notturne non scendono sotto 1-2°C. Le foglie danneggiate dal freddo ingialliscono e devono essere asportate per evitare la diffusione di marciumi, così come quelle andate in senescenza naturale.

Gli agapanti a foglia sempreverde esigono una posizione soleggiata, ma può essere vantaggioso assicurare un ombreggiamento parziale nelle ore più calde della giornata. Essi tendono a formare cespi di notevoli dimensioni e sono particolarmente apprezzati per questa loro capacità di creare punti di riferimento nei giardini non solo per le infiorescenze spettacolari, ma anche per il fogliame estremamente decorativo.

Possiamo citare le specie sudafricane di agapanti a foglia sempreverde secondo la classificazione del 1965 ad opera di Frances Leighton: Agapanthus africanus, Agapanthus comptonii, Agapanthus preacox ed Agapanthus walshii. Studi dettagliati sul DNA nucleare, l’aspetto del polline e tratti morfologici, pubblicati da B.J.M.Zonneveld e G.D.Duncan nel 2003 sulla rivista Plant Systematics and Evolution, hanno ridotto il numero di vere specie a foglia sempreverde a sole due: A. africanused A. praecox. Infatti, secondo questi studi recenti alcuni agapanti prima considerati delle specie sono solo delle sottospecie.

I nomi usati nella commercializzazione degli agapanti sempreverdi sono alquanto inesatti. Comunemente vengono usati i nomi “Agapanthus africanus” o “Agapanthus umbellatus”.

Si deve però ricordare che la specie A. africanus è un agapanto a diffusione assai ristretta, originaria del sudovest della Provincia del Capo, caratterizzata dall’alta piovosità invernale. Tale specie raggiunge l’altezza dei scapi fiorali pari a 50 – 70 cm. I fiori sono blu scuro e sbocciano verso la fine dell’estate. La varietà atrocaeruleus presenta fiori di colore violetto scuro. Questo vero Agapanthus africanus non si trova in commercio anche perché presenta notevoli difficoltà di coltivazione.

Agapanthus umbellatus non è conosciuto come una specie. Si presume che questo nome originariamente venisse usato per Agapanthus praecox ssp. orientalis, di cui esiste la forma con fiori bianchi, comunemente commercializzata come Agapanthus umbellatus ‘Albus’ e più raramente, un poco più correttamente, Agapanthus praecox ‘Albus’.

Gli esperti indicano che praticamente tutti gli agapanti a foglia sempreverde sono derivati da Agapanthus praecox. Questa specie è nota in tre sottospecie praecox, orietalis e minimus. Questi agapanti sono molto variabili e suscettibili ad incroci spontanei. Da qui derivano, senza che la storia degli incroci fosse nota, le varie forme degli agapanti venduti comunemente come “Agapanto africano” o “Agapanto africano a fiore bianco”, offerti in vaso anche da Floriana Bulbose. Esistono numerosissime selezioni dalle sottospecie a cui è stato dato un nome di fantasia come, per esempio: ADELAIDE (minimus), AZURE (praecox), DARKEST BLUE (praecox), DWARF BLUE (minimus), DWARF WHITE (praecox), FLORIBUNDA (praecox), LILAC FLASH (minimus), MEDIUM WHITE (praecox), MINIATURE WHITE (praecox), MOUNT THOMAS (orientalis), PETER PAN (minimus), STORM CLOUD (orientalis), STORMS RIVER (minimus), WEAWER (orientalis). Rare sono le cultivar con foglie variegate; una delle migliori è il mutante del cultivar PETER PAN, chiamato TINKERBELL (minimus).

La scelta delle piane di agapanti e la loro coltivazione.

Al momento in cui si decide l’acquisto di un Agapanthus si deve avere totale chiarezza sulla sua collocazione in piena terra, perché si tratta di piante poco rustiche che non amano di essere trapiantate.

Agapanti a foglia decidua possono essere piantati all’esterno nei climi dove si verificano solo occasionali e brevi eventi di gelate. Basterà assicurare una buona pacciamatura sopra i rizomi per evitare danni durante l’inverno, nonché essere pronti, nei casi di eventi di gelate tardive, ad intervenire con una momentanea protezione con tessuto non tessuto delle foglie già spuntate in primavera. Gli agapanti con foglie decidue esigono frequenti e regolari annaffiature durante l’intero ciclo vegetativo. Il suolo permeabile e mediamente ricco dovrà asciugarsi solo brevemente tra le singole somministrazioni copiose di acqua. Durante l’inverno l’apporto di acqua dovrebbe essere molto limitato ed in nessun caso dovranno verificarsi ristagni.

Le piante dovrebbero rimanere indisturbate per circa sei anni per assicurare lo sviluppo di grandi cespi che fioriranno generalmente dal secondo anno dopo la messa a dimora in un substrato comune di giardino ben drenato, non eccessivamente pesante ne sabbioso. I rizomi in fase di riposo vanno piantati in maniera che siano ben coperti con 5-8 cm di suolo, mentre piante acquistate in contenitori vanno piantate con l’intero pane di terra, senza danneggiare le radici rizomatose, a livello del suolo. Conviene programmare una distanza di ca. 50-60 cm tra una pianta e l’altra per consentire l’adeguato sviluppo dei cespi.

La fertilizzazione degli agapanti a foglia decidua deve essere effettuata tre o quattro volte durante la primavera con concimi liquidi equilibrati a distanza di tre settimane circa.

La propagazione per divisione delle radici rizomatose degli agapanti a foglia decidua va effettuato poco prima dell’inizio della loro normale germogliazione primaverile. Conviene applicare un fungicida in polvere sulle ferite che necessariamente si causano all’apparato radicale, interrare le sezioni ricavate immediatamente ed annaffiare inizialmente molto delicatamente ma frequentemente.

Agapanti sempreverdi possono essere coltivati all’esterno solo in zone dove non si verificano gelate di lunga durata. Queste piante vengono vendute esclusivamente in contenitori e l’impianto conviene effettuarlo in primavera inoltrata. Dopo l’impianto è necessario annaffiare le piante copiosamente. Il suolo deve essere ricco ma molto permeabile. La distanza tra le piante al momento dell’impianto deve prevedere il loro sviluppo durante i ca. quattro anni in cui non verranno disturbate. Molti agapanti sempreverdi sono di notevole dimensione e formano larghi cespugli, pertanto viene generalmente consigliata una distanza di 80 cm tra pianta e pianta. Ovviamente, tale distanza è adeguatamente ridotta per le cultivar nane.

Nelle normali condizioni italiane le piante necessitano di regolari annaffiature dalla primavera fino all’autunno. Per assicurare lo sviluppo evitando marciumi o la diffusione di muffe conviene annaffiare molto copiosamente per poi far asciugare il suolo quasi completamente prima dell’annaffiatura successiva. In generale gli agapanti sempreverdi sopportano bene episodi di siccità.

E’ consigliabile fertilizzare frequentemente gli agapanti a foglia sempreverde dalla primavera all’autunno con un concime complesso opportunamente diluito. Infatti, l’abbondante nutrizione di queste piante porta allo sviluppo eccessivo e disordinato del fogliame e l’accorciamento degli scapi fiorali. Concimi compositi granulari possono essere utilizzati con successo per tre somministrazioni: dopo quello più ricco in primavera, successivamente in piena estate ed all’inizio dell’autunno, somministrando progressivamente sempre meno azoto rispetto al dosaggio primaverile, ma mantenendo relativamente alte la componente fosforica e potassica.

D’inverno non è generalmente necessario somministrare dell’acqua agli agapanti sempreverdi esposti alle precipitazioni meteoriche. Una pacciamatura preventiva con foglie o paglia è sempre raccomandabile dove possono verificarsi deboli gelate. E’ importante asportare le foglie esterne naturalmente ingiallite durante l’inverno ed eventuali foglie danneggiate dal gelo.

La propagazione degli agapanti sempreverdi va effettuata per divisione dei cespi in autunno (vedi). Dopo aver pulito le radici rizomatose da eventuali sezioni danneggiate è opportuno ripiantarle immediatamente ed annaffiare copiosamente.

La propagazione per seme è possibile sia per gli agapanti decidui che per quelli sempreverdi, ma il giardiniere deve munirsi di pazienza perché la prima fioritura delle giovani piante avviene solo dopo numerosi anni.

Nemici degli agapanti.

I nemici più temibili sono le chiocciole e le limacce. E’ necessario prevenire i loro attacchi per salvaguardare la bellezza del fogliame.

Nel caso dell’eccessiva densità delle piante possono verificarsi marciumi.

Le foglie sono raramente attaccate dal fungo Macrophoma agapanthii, il quale, nel caso di problemi seri, può essere combattuto con fungicidi sistemici.

N.B.

Non sono infrequenti irritazioni della cute e delle mucose durante la manipolazione degli agapanti. Sono dovute a saponine tossiche, ben conosciute ed anche sfruttate dalle popolazioni indigene del Sudafrica. Si raccomanda di usare guanti quando i giardinieri maneggiano l’apparato radicale degli agapanti, soprattutto quando questo viene tagliato durante la propagazione agamica.

(Foto di Martin Shejbal: Agapanthus a Villa San Michele di Anacapri)