Narcissus – Div. 13 (specie) triandrus (raro)
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Il Narcissus triandrus L. è una delle specie botaniche più poetiche ed emblematiche del genere, universalmente conosciuta nel mondo collezionistico con il nome popolare di “Angel’s Tears” (Lacrime d’Angelo). Capostipite della Divisione 13 (Specie e Ibridi Botanici Selvatici) e capofila della sezione omonima che ha dato origine a celebri ibridi da giardino (Divisione 5), questa geofita spontanea della Penisola Iberica e della Francia sud-occidentale incanta per la straordinaria leggerezza del suo portamento: sottili steli eretti che sostengono piccoli mazzetti di fiori reclinati verso il basso, con petali ritorti e ripiegati all’indietro come ali al vento.
Informazioni aggiuntive
Caratteristiche Principali & Dati Tecnici
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Famiglia: Amaryllidaceae
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Divisione: Divisione 13 (Specie e Ibridi Botanici Selvatici / Species & Wild variants) – Sezione Triandrus
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Nome scientifico: Narcissus triandrus L.
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Origine: Penisola Iberica (Spagna, Portogallo) e Francia sud-occidentale
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Altezza a maturità: 15 – 25 cm (taglia nano-botanica di grande eleganza)
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Morfologia del fiore: Plurifloro (da 1 a 6 fiori per stelo). Corolla caratteristicamente pendula; perianzio (petali) marcatamente retroflesso (ripiegato all’indietro a 180° verso lo stelo); paracorolla a forma di coppa globosa o campanulata, ben aperta.
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Colorazione: Variabile dal bianco candido al bianco crema, fino a delicate sfumature giallo paglierino.
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Epoca di fioritura: Primavera intermedia (Aprile)
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Profondità di piantagione: Almeno 15 cm
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Distanza di impianto: 8 – 10 cm (densità consigliata: 60-70 bulbi per m²)
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Esposizione: Mezz’ombra luminosa o pieno sole filtrato
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Resistenza al freddo: Eccellente (Zona USDA 5-9)
Descrizione Botanica e Uso Paesaggistico
La struttura di Narcissus triandrus risponde a un’impeccabile strategia evolutiva. L’inclinazione pronunciata del peduncolo rivolge la coppa fiorale verso terra, creando un ombrello naturale che protegge il polline e il nettare dilavante dalle piogge primaverili. I petali ripiegati all’indietro azzerano la resistenza alle raffiche di vento, conferendo alla pianta una flessibilità e una grazia uniche. Il fogliame basale è sottile, quasi filiforme o canalicolato, di un bel verde-glauco che sottolinea l’eterea candidezza dei fiori.
Nota di pregio ecologico: La forma pendula a campanella e l’intensa fragranza naturale di Narcissus triandrus costituiscono un’esca biologica di primo ordine per l’entomofauna pronuba. A metà primavera, i pollinatori – in particolare le api solitarie, i piccoli bombi e le api mellifere – approfittano della struttura reclinata per trovare un rifugio asciutto e protetto durante la bottinatura. L’accesso facilitato alla coppa capovolta assicura loro un’abbondante dose di polline e nettare concentrato.
Nel garden design e nelle collezioni botaniche, la grazia spontanea e la scala contenuta la rendono una pianta insostituibile per:
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Giardini rocciosi e screpolature di roccia (Rock Gardens): piantato a piccoli gruppi tra pietre ed erbe alpine, dove l’inclinazione del fiore spicca con naturalezza.
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Sotto-impianto di alberi e arbusti decidui: ideale ai margini di zone boscate o sotto siepi spoglianti, dove intercetta la luce solare primaverile prima dell’emissione delle foglie sovrastanti.
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Coltivazione in vasi di terracotta e ciotole alpine: perfetto per essere posizionato su davanzali o tavoli da giardino, permettendo di osservare la delicata geometria delle corolle da distanza ravvicinata.
Note di Coltivazione
L’impianto si effettua durante i mesi autunnali, indicativamente tra settembre e novembre, prima che il suolo si raffreddi troppo.
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Il terreno: Predilige un substrato leggero, di medio impasto, ricco di sostanza organica o terriccio di foglie, ma con un drenaggio minerale perfetto (sabbioso o ghiaioso). Soffre terribilmente l’umidità stagnante, che può causare il deperimento del piccolo bulbo.
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La piantagione: Per proteggere la geofita dalle escursioni termiche estive, mantenere la giusta freschezza nell’area ipogea e favorire la naturalizzazione sul lungo periodo, i bulbi devono essere tassativamente interrati a una profondità di almeno 15 cm.
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Naturalizzazione e Cura: Se collocato nel giusto microhabitat (fresco in primavera e moderatamente asciutto in estate), si stabilisce stabilmente e si moltiplica nel tempo. Al termine della fioritura, è fondamentale lasciare che il fogliame ingiallisca e si secchi completamente sulla pianta prima di procedere alla pulizia, garantendo il completo stoccaggio delle riserve nel bulbo.








