Arum italicum ‘Marmoratum’
€ 11.80 (5 pz) - € 11.21 (10 pz)
L’Arum italicum ‘Marmoratum’ (spesso commercializzato anche con il sinonimo ‘Pictum’) è uno dei geofiti autoctoni più affascinanti e preziosi per l’architettura del giardino in ombra. La sua straordinaria particolarità risiede in un ciclo vegetativo invertito: la pianta emerge con vigore in autunno, rimanendo rigogliosa e decorativa per tutto l’inverno, quando la maggior parte delle altre piante è in riposo, per poi andare in dormienza all’arrivo del caldo estivo.
Informazioni aggiuntive
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Famiglia: Araceae
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Altezza a maturità: 30 – 40 cm
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Fogliame: Grandi foglie saettiformi, verde scuro lucido, finemente venute e marmorizzate di bianco-crema e argenteo.
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Infiorescenza: Spata verde-giallastra pallida con spadice centrale (Primavera)
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Fruttificazione: Spighe erette dense di bacche lucide, che virano dal verde all’arancione e al rosso brillante (Fine estate – Autunno)
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Profondità di piantagione: 10 – 12 cm
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Distanza di impianto: 20 – 25 cm
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Esposizione: Ombra parziale, ombra completa (sottobosco)
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Resistenza al freddo: Eccellente (Zona USDA 5-9)
Descrizione Botanica e Uso Paesaggistico
Il ciclo fenologico di ‘Marmoratum’ lo rende un elemento insostituibile nel garden design. In autunno, mentre il giardino si spoglia, dal rizoma sotterraneo spuntano le magnifiche foglie a forma di freccia, spesse e lucide, i cui motivi argentei creano punti di luce formidabili nelle zone d’ombra. In primavera, la pianta produce le classiche infiorescenze tipiche delle Araceae (le spate), seguite dalla scomparsa del fogliame all’inizio dell’estate. È in questo momento che, dal terreno nudo, emergono fusti rigidi che portano pannocchie cilindriche dense di bacche che in autunno si colorano di un rosso-arancio incendiario, creando un contrasto cromatico unico.
Nota ecologica e riproduttiva: L’infiorescenza dell’Arum utilizza un meccanismo di impollinazione trappola entomofila molto specializzato. Emette un odore particolare che attira piccoli insetti pronubi (principalmente ditteri del genere Psychoda); questi vengono trattenuti temporaneamente all’interno della spata per una notte, il tempo necessario affinché si carichino di polline prima che le barriere di peli interni si avvizziscano, liberandoli per volare verso un’altra pianta.
Nel paesaggismo, è ideale per la naturalizzazione in giardini boschivi, scarpate ombreggiate o ai piedi di alberi decidui. Splendido l’accostamento invernale con Helleborus, Cyclamen coum, felci ed Epimedium, che condividono le medesime esigenze di luce e terreno.
Note di Coltivazione
I rizomi vanno messi a dimora durante il periodo autunnale.
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Il terreno: Predilige suoli fertili, ricchi di humus e sostanza organica (tipici del sottobosco), freschi ma capaci di garantire un buon drenaggio. Tollera bene anche i terreni argillosi purché non asfittici.
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La piantagione: I rizomi vanno interrati a una profondità di circa 10-12 cm, posizionandoli orizzontalmente o con l’apice vegetativo rivolto verso l’alto.
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Manutenzione: Una volta stabilito, l’Arum italicum si naturalizza con estrema facilità, allargandosi autonomamente nel corso degli anni e richiedendo zero cure.
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Avvertenza: Tutte le parti della pianta, in particolare le bacche autunnali, contengono cristalli di ossalato di calcio e sono tossiche se ingerite. Maneggiare preferibilmente con i guanti se si ha la pelle sensibile.










