Narcissus – Div. 13 (specie) Narcissus varduliensis (raro)
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NOVITA’ Il Narcissus varduliensis Fern. Casas è una gemma botanica di eccezionale rarità e alto pregio collezionistico. Descritta dal celebre botanico spagnolo Javier Fernández Casas e dedicata nel nome all’antica tribù dei Varduli (insediata nei territori dell’attuale nord della Spagna e dei Paesi Baschi), questa micro-geofita appartiene al complesso dei narcisi trombetti nani della Penisola Iberica. È una varietà d’élite che conserva intatta la rusticità, le proporzioni ridotte e la sobria eleganza delle specie alpine spontanee.
Informazioni aggiuntive
Caratteristiche Principali & Dati Tecnici
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Famiglia: Amaryllidaceae
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Divisione: Divisione 13 (Specie e Ibridi Botanici Selvatici / Species & Wild variants)
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Nome scientifico: Narcissus varduliensis Fern. Casas
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Origine: Penisola Iberica settentrionale (Monti Cantabrici, Paesi Baschi e Pirenei occidentali)
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Altezza a maturità: 10 – 15 cm (taglia nano-botanica da collezione)
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Morfologia del fiore: Fiore singolo, portato con una caratteristica ed elegante inclinazione ad angolo retta rispetto allo stelo. Il perianzio (petali) è ben steso e leggermente proiettato in avanti; la paracorolla è una trombetta stretta, cilindrica, finemente increspata all’apertura.
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Colorazione: Monocromatica, di un giallo oro saturo, lucido e di grande impatto visivo.
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Epoca di fioritura: Precocissima (Fine Febbraio – Marzo)
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Profondità di piantagione: Almeno 15 cm
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Distanza di impianto: 6 – 8 cm (densità consigliata: 70-80 bulbi per m²)
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Esposizione: Pieno sole primaverile o mezz’ombra luminosa
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Resistenza al freddo: Eccellente (Zona USDA 5-9)
Descrizione Botanica e Uso Paesaggistico
Provenendo dai rilievi montani del nord della Penisola Iberica, Narcissus varduliensis mostra uno straordinario adattamento strutturale al freddo e alle intemperie di fine inverno. Gli steli fiorali, seppur brevi, sono tenaci e fibrosi, mentre la postura declinata del fiore fa scivolare via pioggia e neve senza che l’acqua stagni nella paracorolla. Il fogliame basale è sottile, striato, di un verde scuro opaco che avvolge lo stelo con discrezione.
Nota di pregio ecologico: La fioritura estremamente precoce di Narcissus varduliensis costituisce una stazione d’approvvigionamento fondamentale per l’entomofauna alpina e collinare. Tra febbraio e marzo, quando le risorse floristiche nel paesaggio sono ridotte al minimo, i pollinatori che spezzano il letargo invernale – in particolare le prime regine di bombo (Bombus) e le api solitarie – sono attratti dall’intenso segnale cromatico giallo oro, trovando all’interno della trombetta una riserva protetta di nettare e polline.
Nel garden design e nella coltivazione amatoriale da collezione, la sua statura in miniatura la rende perfetta per:
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Giardini rocciosi e fessure di pietra: piantato in piccole macchie tra le roccette, dove simula fedelmente le praterie calcaree d’origine.
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Ciotole alpine e vasi in terracotta: un soggetto d’elezione per fioriere basse e contenitori da collezione, consentendo di osservare da vicino la perfetta simmetria del fiore senza che venga sopraffatto da vegetazione più alta.
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Naturalizzazione in microscala: eccezionale se consociato ad altre geofite nane precoci come Crocus botanici, Galanthus o Scilla siberica.
Note di Coltivazione
L’interramento dei minuscoli bulbi va programmato durante i mesi autunnali (da settembre a novembre).
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Il terreno: Richiede un substrato roccioso o di medio impasto, molto permeabile, ricchi di inerte minerale (ghiaia fine o pomice) e con un drenaggio perfetto. Tollera i suoli calcarei ma odia i ristagni idrici, che causano marciumi ipogei durante il riposo estivo.
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La piantagione: Nonostante le dimensioni ridotte del bulbo, per garantire la stabilità termica contro i gelati invernali e proteggere la geofita dai picchi di calore estivi, i bulbi devono essere tassativamente collocati a una profondità di almeno 15 cm.
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Perennizzazione: Se posizionato in un luogo indisturbato che si mantiene relativamente asciutto durante l’estate, si stabilizza e si moltiplica lentamente nel tempo. Il fogliame sottile deve essere sempre lasciato seccare e ingiallire completamente sulla pianta prima di essere rimosso.








