Narcissus – Div. 06 (ciclaminei) CARICE 6 PWY-P ®
€ 5.90 (5 pz) - € 21.24 (20 pz)
NOVITA’ Il Narcissus ‘Carice’ è un vero gioiello di eleganza e proporzioni, frutto del moderno lavoro di selezione olandese. Ibridato con maestria da Jan de Winter e registrato ufficialmente nel 2016, questo narciso appartiene alla Divisione 6 (Narcisi Cyclamineus). Ne esprime al massimo grado il carattere distintivo: una silhouette slanciata e mossa dal vento, caratterizzata da petali marcatamente rivolti all’indietro che ricordano la fioritura di un ciclamino selvatico, abbinata a una transizione di colore eccezionalmente delicata.
Informazioni aggiuntive
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Famiglia: Amaryllidaceae
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Divisione: Divisione 6 (Narcisi Cyclamineus / Cyclamineus Daffodils)
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Classificazione RHS: 6 W-P (W = Perianzio bianco/crema; P = Paracorolla rosa)
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Altezza a maturità: 20 – 25 cm (varietà di taglia medio-piccola, estremamente proporzionata)
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Colorazione: All’apertura, i petali del perianzio mostrano una delicatissima sfumatura avorio o giallo primula pallido, che vira rapidamente a un bianco crema pulito. La paracorolla è una coppa cilindrica, allungata e slanciata, di un incantevole color rosa confetto/salmone che mantiene un’ottima stabilità cromatica.
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Epoca di fioritura: Precoce (Marzo)
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Profondità di piantagione: Almeno 15 cm
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Distanza di impianto: 8 – 10 cm (densità consigliata: 55-65 bulbi per m²)
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Esposizione: Pieno sole o mezz’ombra luminosa. Nota di coltivazione: la mezz’ombra pomeridiana esalta la durata e la purezza della tonalità rosa della corona.
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Resistenza al freddo: Eccellente (Zona USDA 4-9)
Descrizione Botanica e Uso Paesaggistico
La struttura di ‘Carice’ rivela la tipica grazia dei parentali botanici: il collo del fiore è leggermente reclinato verso il basso, accentuando l’effetto dinamico dei petali retroflessi che sembrano volare via dalla coppa rosa. Lo stelo è sottile ma sorprendentemente flessibile e tenace, capace di oscillare senza spezzarsi sotto le brezze e le piogge di inizio primavera. Le foglie sono erette, sottili e di un verde brillante che dona freschezza all’intera pianta.
Nota di pregio ecologico: La fioritura precoce in marzo rende ‘Carice’ una risorsa preziosa nel giardino ecologico. La forma slanciata e la paracorolla ben esposta offrono un punto di ristoro perfetto per i primi pollinatori della stagione. Nelle giornate soleggiate, le api solitarie e i bombi prediligono questi piccoli fiori, la cui struttura consente un aggancio stabile e un accesso immediato alle riserve interne di polline e nettare.
Nel design del giardino e dei terrazzi, la taglia contenuta e la raffinatezza formale lo rendono ideale per:
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Giardini rocciosi e scarpate: dove i piccoli gruppi possono naturalizzarsi tra le pietre, emergendo come macchie di luce geometrica.
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Sotto-impianto di arbusti a fioritura precoce: superbo ai piedi di Forsythia, Magnolia stellata o arbusti da bacca, dove il contrasto tra il bianco-rosa del narciso e i rami crea quadri poetici.
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Coltivazione in vasi di terracotta: perfetto per ciotole basse posizionate su tavoli o gradini, permettendo di osservare da vicino la straordinaria curvatura dei petali e la delicatezza della coppa rosa.
Note di Coltivazione
L’impianto si esegue durante l’autunno, preferibilmente tra settembre e dicembre, consentendo all’apparato radicale di svilupparsi prima dell’inverno.
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Il terreno: Richiede un substrato fertile, di medio impasto, leggero e con un drenaggio assolutamente impeccabile. Pur amando una costante umidità nel periodo vegetativo primaverile, soffre moltissimo i terreni pesanti o i ristagni idrici estivi, che possono compromettere la sanità del bulbo in riposo.
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La piantagione: Per garantire lo sviluppo ottimale, un perfetto ancoraggio dello stelo e proteggere la geofita dal surriscaldamento del suolo nei mesi estivi, i bulbi devono essere tassativamente interrati a una profondità di almeno 15 cm, evitando assolutamente posizionamenti superficiali.
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Naturalizzazione: È una varietà molto longeva e rustica. Dopo la fioritura, si deve recidere solo la testa dello stelo per prevenire la formazione di semi, lasciando che il fogliame ingiallisca e si secchi spontaneamente. Questo processo permette al bulbo di completare il riassorbimento delle sostanze nutritive, garantendo una moltiplicazione spontanea sottoterra e una fioritura sempre più densa anno dopo anno.








