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Lilium martagon (Giglio a turbante turco)

 6,90 (1 pz) -  23,46 (4 pz)

Fiori porpora a forma di turbante turco in racemi. Coltivare a mezz’ombra, soprattutto in zone molto calde.

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Esposizione

Fioritura

Il giglio martagone è una specie europea, spontanea in zone collinari e montuose. Cresce soprattutto nelle radure, nelle brughiere di altitudine, nei prati montani anche su substrato calcareo. E’ diffuso fino alla Scandinavia ed a Est fino al Caucaso ed oltre, all’Asia centrale. Le piante raggiungono normalmente l’altezza da 40 a 100 cm, hanno delle foglie addensate a verticillo nella parte inferiore del fusto e solo sporadiche nella parte superiore, ma esiste anche una varietà con le foglie distribuite lungo il fusto (var. alternifolium della Svizzera). I fiori sono raccolti nel racemo terminale, generalmente in un numero assai basso di 3 a 5. Più si va al Nord e nelle zone fredde dell’Europa Centrale, più sono numerosi i fiori, anche oltre 20 per stelo fiorale, e sono state contate fino a 50 su piante di grande sviluppo. I sei tepali lanceolati sono ripiegati verso l’alto dando al fiore il tipico aspetto a turbante turco. Essi sono di colore rosso-porpora o rosa pallido con macchiette porporine scure. Gli stami sono prominenti. Per completezza e per accennare alla notevole variabilità, si possono citare varietà europee anche con fiori di altri colori e caratteristiche speciali: con colore giallo (var. flavidum), bianco con macchie rosa (var. albiflorum), bianco puro (var. album), rosa puro senza macchie (var. carneum in Austria), rosso porpora (var. sanguineopurpureum in Albania), con fiori doppi (var. plenum in Svezia), con fiori rosso mogano (var. cattaniae in Dalmazia). In certe zone alpine europee ed in Asia sono presenti piante con una peluria sullo stelo (var. hirsutum delle Alpi meridionali e var. pilosiusculum della Siberia e Mongolia con peli anche sul retro dei tepali, var. caucasicum con steli molto forti che possono raggiungere oltre 2 m di lunghezza, con lo stelo ricoperto di vistosi peli).
I bulbi del Lilium martagon sono di forma ovoidale, con fitte scaglie carnose gialle. Devono essere piantati assai profondi, nonostante le piante emettano radici solo dalla placca basale. Si consiglia di metterli a dimora in autunno o presto in primavera in buche profonde almeno tre volte la loro altezza e di prevedere di non disturbarli negli anni perché non amano il trapianto. La distanza tra i bulbi dovrebbe corrispondere al triplo del loro diametro ("uno sì, tre no"). Il suolo deve essere ricco, umifero, tipico delle radure e del sottobosco montano, ma molto permeabile e friabile, il quale durante l’estate non deve surriscaldarsi ed asciugarsi eccessivamente. Durante il periodo primaverile, prima della fioritura a giugno, è opportuno apportare dei nutrienti in forma di un fertilizzante liquido somministrato ripetutamente con l’acqua di irrigazione.
E’ evidente che questo giglio non si presta bene per la coltivazione in condizioni climatiche mediterranee calde. Esso esige una posizione molto luminosa ed una esposizione al pieno sole almeno per due ore, che però può comportare in luoghi non adatti un innalzamento eccessivo della temperatura. Assicurare le giuste condizioni è facile solo in alta collina e nelle valli dei monti dell’Appennino e delle Alpi.
In commercio si trova soprattutto la specie base, originaria dei monti della Turchia, e talvolta anche la varietà album. Quest’ultima è però di difficile reperimento ed è anche notevolmente più costosa. I bulbi sono talvolta reperibili anche in primavera e possono essere piantati a marzo.