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Lilium martagon ‘Album’

 7,90 (1 pz) -  26,86 (4 pz)

Fiore a turbante turco bianco con vistose antere gialle. Coltivare a mezzombra, soprattutto in zone molto calde. DISPONIBILE DA OTTOBRE.

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Fioritura

Il giglio martagone è una specie europea, spontanea in zone collinari e montuose. Cresce soprattutto nelle radure, nelle brughiere di altitudine, nei prati montani anche su substrato calcareo. E’ diffuso fino alla Scandinavia ed a Est fino al Caucaso ed oltre, all’Asia centrale. Le piante raggiungono normalmente l’altezza di 40 a 100 cm, hanno delle foglie addensate a verticillo nella parte inferiore del fusto e solo sporadiche nella parte superiore, ma esiste anche una varietà naturale con le foglie distribuite lungo il fusto (var. alternifolium della Svizzera). I fiori sono raccolti nel racemo terminale, generalmente in un numero assai basso di 3 a 5. Più si va al Nord e nelle zone fredde dell’Europa Centrale, più sono numerosi i fiori, anche oltre 20 per stelo fiorale, e sono state contate fino a 50 su piante di grande sviluppo. I sei tepali lanceolati sono ripiegati verso l’alto dando al fiore il tipico aspetto a turbante turco. Nella specie base essi sono di colore rosso intenso, porpora o rosa pallido con macchiette porporine scure. La forma a fiori bianchi è particolarmente luminosa. Gli stami sono prominenti.
I bulbi devono essere piantati assai profondi, nonostante le piante emettano radici solo dalla placca basale. Si consiglia di metterli a dimora in autunno in buche profonde almeno tre volte la loro altezza e di prevedere di non disturbarli negli anni perché non amano il trapianto. La distanza tra i bulbi dovrebbe corrispondere al triplo del loro diametro ("uno sì, tre no"). Il suolo deve essere ricco, umifero, tipicamente da radure ed il sottobosco montano, ma molto permeabile e friabile, il quale durante l’estate non deve surriscaldarsi ed asciugarsi eccessivamente. Durante il periodo primaverile, prima della fioritura a giugno, è opportuno apportare dei nutrienti in forma di un fertilizzante liquido somministrato ripetutamente con l’acqua di irrigazione.
E’ evidente che questo giglio non si presta bene per la coltivazione in condizioni tipicamente mediterranee anche perché esige una posizione molto luminosa ed una esposizione al pieno sole almeno per due ore, che può comportare in luoghi non adatti un innalzamento importante della temperatura. Assicurare le giuste condizioni è facile solo in alta collina e nelle valli dei monti del Appennino e delle Alpi.
In commercio si trova soprattutto la specie base originaria dei monti in Turchia, ma in tardo autunno anche la varietà album. Quest’ultima è di più difficile reperimento ed è anche notevolmente più costosa. I bulbi sono talvolta reperibili anche in primavera e possono essere piantati a marzo.