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Veltheimia
bracteata
codice: VEL001
prezzo: € 6.90 (confezione da 1)

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famiglia: Hyacinthaceae
origine: Sud Africa
calibro: 16/18
altezza: 35-45 cm
esposizione: • 1/2 ombra
fioritura: primaverile • intermedia

descrizione: Infiorescenza terminale composta da molti fiori tubolari rosa-porpora chiaro e verde.

Una pianta di facile coltivazione in vaso, ma in Italia usata pochissimo. Si presta alla coltivazione invernale in ambienti dove non gela e può diventare anche un'ottima pianta d'appartamento. Questa specie è originaria del versante orientale della Provincia del Capo ed è più robusta della Veltheimia capensis, originaria della costa atlantica. Le piante sono estremamente attraenti per il bel fogliame ondulato, talvolta con macchie verde chiaro. Le foglie sono disposte in una rosetta basale e possono raggiungere la larghezza di 10 cm e la lunghezza di 45 cm. La pianta si sviluppa durante i mesi invernali dal bulbo relativamente grande (fino ad un diametro di 15 cm). Lo scapo fiorale è generalmente alto tra 45 e 50 cm e porta in cima un elegante e denso racemo di fiori tubolari penduli, lunghi 3-5 cm. Il colore dei 40-50 fiori per stelo della specie base è esternamente rosa chiaro, internamente e sul margine inferiore verdastro. Sono note forme con colori dei fiori variabili dal giallo chiaro al rosa-rosso e porpora, non disponibili in commercio. In natura, dove la Veltheimia bracteata è quasi sempreverde, l'impollinazione avviene ad opera di uccelli. Durante la crescita della pianta è indispensabile che la temperatura ambientale si mantenga sopra il punto di congelamento, possibilmente non inferiore a +5°C. Questa esigenza comporta che la Veltheimia bracteata viene coltivata in Europa quasi esclusivamente in vaso, ma in zone dove le temperature notturne invernali non si abbassano troppo, potrebbe essere tenuta con successo all'esterno, apportando un tocco esotico all'aspetto dei giardini meridionali o lungo le coste occidentali della penisola italiana. I bulbi devono essere piantati in un substrato permeabile e relativamente ricco in maniera che la loro punta sia coperta da 3-5 cm di suolo. I bulbi dovrebbero essere sufficientemente distanziati l'uno dall'altro per permettere il libero sviluppo delle belle foglie: conviene seguire la regola "uno sì, due o tre no". Dal mese di febbraio è opportuno apportare ripetutamente del fertilizzante liquido per piante fiorite. Le piante non amano il trapianto e conviene disturbarle solo dopo alcuni anni, quando il numero dei bulbi sarà aumentato e si verifica un eccessivo affollamento. I vasi vengono generalmente tenuti in zone protette, in un posto luminoso ad insolazione parziale possibilmente limitata alle ore mattiniere. Durante il ciclo vegetativo non deve mancare un sufficiente apporto di acqua, ma nel periodo di riposo non è generalmente necessario alzare artificialmente l'umidità, purché la siccità non sia totale. Dove il clima lo permette, le stesse condizioni devono essere assicurate alle piante tenute all'aperto. E' curioso che le Veltheimia furono altamente apprezzate nel XIX secolo ed ancora fino agli anni 40 del secolo scorso, mentre attualmente sono quasi sconosciute. Forse questo fatto deriva dalla sorprendente ignoranza di molte persone che considerano piante con fiori penduli in racemi come individui malaticci e per questo poco attraenti. Nel periodo di maggiore interesse per le Veltheimia erano disponibili varie selezioni con fiori di colori molto interessanti, dal giallo al rosso vivo, oggi perse. Rimane solo la speranza che con un maggiore interesse per queste piante possano essere di nuovo costituite linee orticole a partire dalle rare forme.