torna a: Ornithogalum
cliccare per ingrandire
Ornithogalum
arabicum
codice: ORNXX1
prezzo: € 5.90 (confezione da 10)

per aggiungere il prodotto al carrello bisogna effettuare il > login


famiglia: Hyacinthaceae
origine: Europa meridionale, Sud Africa
calibro: 14/
altezza: 45-50 cm
esposizione: • sole • 1/2 ombra
fioritura: primaverile • intermedia • tardiva

descrizione: Fiori bianchi con centro nero in ampi racemi. Pianta semirustica. Se piantato in autunno in zone senza freddi invernali intensi è possibile ottenere la fioritura primaverile intermedia, altrove conviene proteggere adeguatamente le piantine ottenute dalla messa a dimora tardiva, per la fioritura nella seconda metà della primavera. I ulbi possono essere piantati anche in primavera. Essi si mantengono molto bene.

Il nome Ornithogalum (Asparagaceae, ex Hyacinthaceae) viene dal greco (ornithos - uccello e gala - latte) ed è noto già dagli scritti di Dioscoride. Si ritiene che tale locuzione fosse un'espressione molto comune nel linguaggio familiare degli antichi Greci per indicare qualche cosa di estremamente bello ed eccezionale. Taluni però riferiscono il nome al colore bianco latte dei fiori di alcune specie mediterranee. Il nome italiano Latte di gallina è quasi una traduzione del nome antico. Il genere è diffuso dall'Europa del Sud all'Asia Minore e dall'Africa tropicale al Sudafrica. Alcune specie in coltivazione sono molto rustiche, altre, soprattutto quelle commercializzate in primavera, temono anche brevi eventi di gelo. Questa specie è di origine mediterranea e viene coltivata in Europa già dall'inizio del '600, ma può resistere solo al gelo moderato. Le piante raggiungono l'altezza di 40-50 cm e i vistosi fiori bianchi con un diametro anche oltre 5 cm sono riuniti in racemi radi ed appiattiti. I fiori sbocciano in primavera e sono caratterizzati da un ovario nero che contrasta con il bianco puro dei sei tepali e con le sei antere gialle che formano una coroncina molto attraente. I grandi bulbi bianchi vanno messi a dimora in autunno (oppure in primavera) in un terriccio ricco e permeabile in una zona in pieno sole o comunque dove l'insolazione diretta non è inferiore a quattro ore. La profondità dell'impianto deve essere pari almeno al doppio dell'altezza dei bulbi. Generalmente i bulbi vengono distanziati tra di loro secondo la regola "uno sì, uno no". E' opportuno somministrare un fertilizzante liquido complesso due o tre volte durante il ciclo vegetativo ed assicurare in quel periodo una sufficiente umidità del suolo con annaffiature regolari. I bulbi possono rimanere indisturbati in zone non troppo fredde d'inverno e all'inizio della primavera, ma generalmente vengono dissotterrati e conservati durante l'estate e fino all'autunno oppure fino alla primavera successiva, possibilmente immersi in trucioli.